Alcune foto del campo da rugby |
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Rugby, il grande campo
č anche un grande bluff |
| Brindisi per la nuova struttura. Che perņ non č conforme alle normative. |
di Paolo Ciaorella :: domenica 14 settembre 2008
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Finalmente, dopo tanti anni di attesa ed un lungo calvario durato quasi cinque anni, è stato inaugurato il campo di rugby, posto poco più a valle del campo sportivo S. Gaetano. All’inaugurazione, alla fine di aprile, non si sono fatti mancare proprio niente: consueto taglio del nastro, benedizione del parroco, intitolazione del campo. Presenti naturalmente il sindaco e buona parte della giunta comunale. Quindi anche sontuoso banchetto, festeggiamenti e brindisi di rito. Peccato, però, che il nuovo campo non sia agibile, cioè non è conforme per lo svolgimento dell’ attività sportiva per la quale è stato realizzato. Gli impianti, infatti, dovranno essere realizzati ed attrezzati in modo da consentire lo svolgimento della attività sportiva, in condizioni di igiene e sicurezza per tutti gli utenti (atleti, giudici di gara, personale addetto, spettatori) in base alle esigenze connesse al livello di pratica previsto.
In generale, secondo i criteri normativi di progettazione e realizzazione, gli impianti sportivi sono caratterizzati delle seguenti parti funzionali:
- spazi per attività sportiva ( campi, piste…., relativi percorsi);
- servizi di supporto ( spogliatoi ed annessi, pronto soccorso, deposito attrezzi, parcheggi…);
- impianti tecnici ( idrosanitario, illuminazione…);
- spazi per il pubblico (posti spettatori, servizi igenici,posto di pronto soccorso, parcheggi…).
Inoltre, al fine di rendere gli impianti idonei all’uso a cui sono destinati sono necessari, oltre allo spazio di attività sportiva opportunamente attrezzato, servizi idonei correlati al tipo e livello di pratica sportiva previsto, oltre che alla destinazione specifica dell’impianto.
Quindi, sempre in linea generale, come dotazione minima, l’impianto sportivo dovrà comprendere:
- spazi di attività (campi…) con relative attrezzature per la pratica sportiva;
- spogliatoi per gli atleti (casa/ospiti), con propri servizi igienici e docce;
- spogliatoi per giudici di gara/istruttori, con propri servizi igienici e docce;
- locale di pronto soccorso, dotato di proprio servizio igienico;
- impianti tecnici essenziali (idrosanitario, drenaggio ed irrigazione campo da gioco…)
- parcheggi per gli atleti, giudici di gara/istruttori.
Tutti gli impianti sportivi dovranno essere inoltre realizzati ed attrezzati in modo da consentire l’uso da parte dei disabili per gli spazi destinati al pubblico, quelle relativi all’attività sportiva, servizi di supporto e quelli ausiliari e complementari.
Ecco invece come stanno le cose nel nuovo campo di rugby (e come dovranno migliorare, se si vuole avere una struttura conforme):
Spogliatoi per gli atleti: il dimensionamento dei locali spogliatoi non è proporzionato al numero di atleti contemporanei tenendo conto del tipo di pratica sportiva. Comunque in ogni caso, dovranno essere previsti almeno due locali spogliatoi.
Spogliatoi per i giudici di gara/istruttori: in questo impianto sportivo, mancano i locali spogliatoi per i giudici di gara/ istruttori, gli spogliatoi, allo stesso modo, dovranno avere a proprio esclusivo servizio un wc e doccia fino a quattro utenti.
Recinzione degli spazi di attività – protezioni: al fine di evitare interferenze con l’attività sportiva e possibili pericoli, gli spazi di attività dovranno risultare inaccessibili agli spettatori. Ove previsto dai regolamenti delle Federazioni sportive e conformemente alle indicazioni di queste ultime, dovranno inoltre essere previste idonee barriere per proteggere gli spettatori dagli attrezzi sportivi utilizzati dagli atleti e barriere per proteggere gli atleti dall'eventuale lancio di oggetti da parte degli spettatori. Inoltre gli spazi di gioco dovranno essere delimitati da una rete di contenimento al fine di garantire il normale svolgimento delle attività sportiva (fuori uscita continua dei palloni ) dal campo di gioco.
Spazi per il pubblico: le zone destinate agli spettatori dovranno rispondere alla vigente normativa di sicurezza. Le caratteristiche costruttive e distributive dovranno consentire l'agevole movimentazione del pubblico compreso quello disabile, ed una confortevole visione dello spettacolo sportivo. Durante le manifestazioni, gli spazi destinati all’attività sportiva, gli spogliatoi ed i relativi collegamenti con l'esterno dell'impianto e con lo spazio di attività, dovranno risultare inaccessibili agli spettatori.
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A proposito di questa nuova opera, che appena nata è già incompiuta, abbiamo sentito il presidente della locale società di Rugby, Carmelo Floresta, che ha espresso il suo punto di vista sulla vicenda, e avremmo voluto sentire anche un amministratore comunale, in particolare l’assessore allo Sport, Alfio Cannavò, per conoscere la sua posizione e farci un’idea di eventuali programmi del Comune per completare la struttura. Purtroppo, nell’arco di ben quattro mesi, non è stato possibile contattare l’assessore, anche in quest’ultima fase del periodo estivo nella quale, come è noto, si riavviano tutte le attività sportive locali e quindi si presume che un amministratore debba trovarsi in prima linea nelle attività istituzionali. Così, purtroppo, non sembra, motivo per cui non possiamo fornire ai cittadini e ai nostri lettori notizie sulle intenzioni future (ammesso che ce ne siano) dell’amministrazione comunale.
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Floresta (Belpasso Rugby):
“18 anni per avere una struttura inagibile”
Ci sono voluti 18 anni e alla fine la montagna ha partorito un topolino, ovvero un campo da rugby che non può essere utilizzato perché incompleto in molte parti. In proposito, abbiamo raccolto il parere di un “addetto ai lavori”, intervistando il presidente della squadra Belpasso Rugby, Carmelo Floresta.
Il Comune di Belpasso ha finalmente consegnato il nuovo campo di rugby. Questo, rappresenta per voi, una grande conquista? “Noi crediamo che la vera conquista sia innanzitutto per Belpasso, dato che la città e’ dotata di un nuovo impianto sportivo. Questo consentirebbe (almeno quando l’impianto sarà funzionale), di “scaricare” lo stadio San Gaetano, attualmente imbottigliato perché usato da tutte le società sportive. Per quanto riguarda invece la “conquista”, non può che essere considerata solo a metà. Infatti, conoscendo il progetto originale e pensando inoltre che ci sono voluti ben 18 anni per poter disporre di un impianto sportivo, che fra le altre cose, per adesso può essere utilizzato solo per gli allenamenti, si capisce benissimo che non possiamo esprimere totale soddisfazione”.
In base a quali difformità (se ci sono ) la Federazione Rugby non ha ritenuto idoneo lo svolgimento di competizioni ufficiali all’interno della struttura? “Mancano alcuni requisiti fondamentali per poter svolgere dell’ attività sportiva, ovvero: spogliatoi per gli atleti, spogliatoi per i giudici di gara, recinzioni per proteggere gli atleti dall'eventuale contatto diretto con gli spettatori, rete di contenimento almeno per i lati del campo ovest e sud, al fine di evitare la continua fuori uscita dei palloni dal campo di gioco, spazi per il pubblico (posti spettatori, servizi igienici)”.
Quali sono le principali problematiche che dovranno essere risolte con estrema urgenza per avere l’agibilità dalla federazione? “Ovviamente devono essere realizzati gli spogliatoi, ed in considerazione dell’ubicazione dell’ impianto sportivo, dovranno essere realizzate delle recinzioni di almeno h. 5-6 m. per circa 200 ml. Proprio per evitare che ogni pallone calciato vada a finire sistematicamente nella scarpata o sulla strada”.
Quali erano le aspettative della vostra società sportiva, con la realizzazione di questa struttura? “Diciamo che l’ impianto sportivo consegnato è un lontano parente di quello progettato circa 20 anni fa. Il progetto infatti prevedeva la realizzazione di un moderna struttura dotata di tribuna e soprattutto del manto erboso. Inoltre, un’altra nostra aspettativa, era quella di poter realizzare un club house sul modello di quelli inglesi, che potesse dare un ulteriore slancio alla società. Creare cioè, un ritrovo, un punto di incontro, oltre al rugby per giovani e meno giovani”. |
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