Home|Cronaca|Cultura|Sport|Ambiente|Storia|Link
 
 

Intervista a Crocetta, in occasione della conferenza di "Addio Pizzo"

Montaggio di Stefano Laudani

Ripresa e intervista di Antonio Falbo

Realizzata da Carla Santanocito

 
   


 


Rosario Crocetta e Addiopizzo, insieme nella lotta alla mafia.
Dal controllo degli appalti al fenomeno delle estorsioni.

di

Antonio Falbo

 

  A margine del dibattito organizzato dal comitato “Addiopizzo Catania”, tenutosi il 29 giugno nell’aula magna della facoltà di ingegneria di Catania, abbiamo raggiunto e intervistato il sindaco di Gela, Rosario Crocetta; simbolo del riscatto e della lotta alla mafia in tutte le forme che hanno investito la sua città, dall’assegnazione pilotata degli appalti al fenomeno delle estorsioni. È stato invitato come relatore al fine di portare la sua testimonianza, nella celebrazione del primo anno di attività del comitato. Rivolge un accorato appello a non abbassare mai la guardia e rimanere vigili, proprio come stanno facendo questi ragazzi, nei confronti di una delle più disgustose forme di vigliaccheria umana.
Addiopizzo è riuscito ad imporsi in città come una realtà consolidata nell’ambito dell’impegno civile, nonostante le difficoltà causate dalla decisione di far emergere agli occhi di tutti scomode verità, che esponenti della società, dell’amministrazione pubblica e dell’imprenditoria preferiscono occultare per ragioni di opportunità (proprio quelle opportunità che tornano utili agli artefici del vero degrado civile); si teme forse di deformare un’immagine rassicurante, tanto faticosamente “costruita”. Basta citare i provocatori manifesti listati a lutto, comparsi sul palo della luce come sulla pensilina dell’autobus, sulla cabina telefonica come sui cassonetti dei rifiuti; pungoli che mostrano a tutti ferite che non possono rimarginarsi. Una sveglia per la coscienza collettiva contro il fastidioso silenzio. Si esorta all’emancipazione di un intero popolo che ancora oggi, nel 2007, si trova ad essere vessato dalla volontà del crimine organizzato.
L’iniziativa più importante in questo senso è la proposta di consumo critico: una vasta raccolta di firme che impegnerà gli aderenti a recarsi ad acquistare presso quegli esercenti che dichiarano di non essere collusi in alcun modo con soggetti mafiosi e dimostrano di non piegarsi al racket del pizzo. Una lotta difficile, perché un dato della confesercenti dichiara che a Catania l’80% dei commercianti paga il pizzo, ma si cerca in modo serio e concreto di riacquistare spazi di legalità.
E’ intervenuto alla conferenza chi ha vissuto sulla propria pelle esperienze drammatiche; quelle parti di istituzioni che, con il loro encomiabile lavoro, ci permettono di non perdere la speranza; chi ha dimostrato che l’impegno delle forze dell’ordine non dimostra battute d’arresto. Pina Maisano Grassi, vedova dell’imprenditore Libero Grassi, ucciso dalla mafia, ha polemicamente proposto il ritiro dello statuto speciale di cui gode la nostra regione, per le evidenti e oramai annose incapacità nell’autonomia, che avrebbe dovuto portare benefici tra la popolazione, ma, di fatto, è diventata quasi un pesante fardello. È stata accompagnata per l’occasione dai ragazzi di Addiopizzo Palermo, “ideatori” di questi comitati e intervenuti per porgere i loro saluti. L’imprenditore di Scordia Mario Caniglia, ribellatosi alle minacce mafiose, ha partecipato in qualità di presidente regionale della federazione antiracket italiana. Un’altra importante presenza istituzionale è stata quella dell’on. Angela Napoli, membro della commissione parlamentare antimafia, messasi positivamente in luce nel sollevare problemi di opportunità etica, in merito alla partecipazione di elementi pregiudicati nella sua commissione. Un’appassionata testimonianza di coraggio e di profondo amore verso la propria terra è venuta dall’imprenditore Antonio Romeo. Ha denunciato i suoi estortori affrancandosi dalla condizione di sottomissione. Adriana Guarnaccia è intervenuta in quanto esponenete dell’associazione antiracket catanese “Libero Grassi”. Giovanni Signer, dirigente della squadra mobile di Catania, ha raccontato un po’ a grandi linee l’evoluzione della lotta al racket nella nostra zona, e i risultati posivitivi di chi ha avuto la forza di denunciare. Il tutto sapientemente coordinato dal “nostro” Antonino Recupero, che, coadiuvato da brevi filmati d’inchiesta, ha reso in modo tangibile lo stato della lotta al fenonemo delle estorsioni.
È emerso un quadro molto incoraggiante, nonostante i numeri fotografino una realtà che di consolante ha ben poco.


 

 
   
inserisci commento
 
Chi siamo| Contatti|Utenti registrati: |Webmaster|Disclaimer|©2007 SCIARA.INFO